Imparare più Lingue con la Bibbia

Il modo migliore per iniziare a studiare una lingua letteraria: leggerti la Bibbia. È stata tradotta in praticamente ogni lingua immaginabile ed è il comprehensibile input ideale!
In pratica, il metodo è così: ti trovi una Bibbia nella tua lingua di scelta. Per esempio, afrikaans:
1 In die begin het God die hemel en die aarde geskape.
2 En die aarde was woes en leeg, en duisternis was op die wêreldvloed, en die Gees van God het gesweef op die waters.
3 En God het gesê: Laat daar lig wees! En daar was lig.
4 Toe sien God dat die lig goed was. En God het skeiding gemaak tussen die lig en die duisternis;
5 en God het die lig dag genoem, en die duisternis het Hy nag genoem. En dit was aand en dit was môre, die eerste dag.
E poi ne trovate un’altra in una lingua che conosci già. Preferibilmente, in una lingua con un sistema di casi e declensioni molto arrichita da non perdere troppo in traduzione. Io sceglierei latino (oppure l’ebraico/greco originale) personalmente ma per semplicità di argomentazione trattiamo la traduzione italiana:
1 Nel principio Iddio creò i cieli e la terra.
2 E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. E Dio disse:
3 ‘Sia la luce!’ E la luce fu.
4 E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.
5 E Dio chiamò la luce ‘giorno’, e le tenebre ‘notte’. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno.
Ora, la prima linea della bibbia la conosciamo tutti. Iniziamo a cercare di capirlo in afrikaans:
In die begin het God die hemel en die aarde geskape.
Possiamo dedurre usando della conoscenza dell’inglese che In die begin sarà come In the beginning cioè Al inizio ovvero Nel principio. het ancora non si capisce che ruolo potrebbe svolgere, potrebbe anche essere una parole prive di significato che svolge un ruolo grammatica, chissà, quindi perora saltiamola. Poi abbiamo God die hemel en die aarde geskape.
Ovviamente, God significa Dio. Questo possiamo dedurrlo non solo perché è cosi anche in inglese, ma pure perché è l’unica parola maiuscola della frase. Infatti, il nome di Dio va sempre messa in maiuscolo nella tradizione cristiana. Da quanto abbiamo imparato dalla prima parte della frase, die è un articolo. Quindi, l’ultima parte contiene due articoli e infatti dalla traduzione italiana sappiamo che contiene due sostantivi, cieli e terra.
A questo punto posso cercare di tradurre hemel e aarde per vedere chi è chi, ma non credo dovrebbe esserci motivo di scambiargli l’ordine. E, inoltre, hemel è più simile all’inglese heaven. Bene, manca solo trovarci il verbo, abbiamo due candidati: het e geskape. Qui, naturalmente, potremmo cercare di tradurre mediante wiktionary o un dizionario. Troviamo che geskape corrisponde con creò. Abbiamo dunque imparato le seguenti strutture:
- In die begin – Nel principio
- het – ???
- die hemel – il cielo
- en – e
- die aarde – la terra
- geskape – (egli?) creò
Adesso riusciamo a leggere la nostra prima frase in afrikaans! La frase è improvvisamente diventata comprensibile: In die begin het God die hemel en die aarde geskape.
Ora, iniziamo con la seconda frase:
En die aarde was woes en leeg, en duisternis was op die wêreldvloed, en die Gees van God het gesweef op die waters.
Abbiamo già che die è l’articolo corrispondente a il e la e che die aarde è la terra. Quindi, En die aarde… sarà E la terra…, was possiamo trovarlo nell’inglese ed è tradotto fu e la parte seguente pare essere due oggetti di qualche tipo incollati mediante la congiunzione en. Dalla traduzione italiana deduciamo che la prima woes significa informe mentre la seconda leeg significa vuota.
- was – era
- woes – informe
- leeg – vuota
E così via. A questo punto prosegui affinché non riesci più, fatti delle flashcards con le parole più difficili da meglio ricordartele e continua a lavorarci domani. Ripeti affinché genesi sia del tutto comprensibile.
Ma perché la bibbia?
Tutti tranquilli che io non sono una testimone di Geova. Non c’è niente di speciale nella bibbia di per sé, i fatti però sono i seguenti:
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La bibbia parte con concetti molto primitivi. Come ho appena fatto vedere si introduce subito una frase con un avverbiale iniziale, un soggetto molto ovvio (Dio), e un verbo transitivo con due oggetti. Oggetti, oltretutto, molto basilari come terra, cielo, giorno, notte, luce, buio, ecc.
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La bibbia è stata tradotta in praticamente ogni lingua. Qua c’è una raccolta di tante lingua (ovvia non esaustiva). E sopratutto, è tradotta riga per riga. Cioè, non ci sono casi in cui una frase viene spezzata in due o unita con un’altra per motivi retorici, causando discrepenze fra una traduzione e l’altra. È un caso molto particolare di letteratura in cui strutture sintattiche devono rimanere intatte.
Oltretutto, questo metodo di decifrare un testo con già in mano la traduzione è per sé un modo ottimo per imparare una lingue letteraria. Non solo ti insegna a indagare sul significato di una struttura linguistica senza usare un dizionario, ma ti dà un senso di esplorazione nei testi piuttosto che la noia tremenda che è farti insegnare la grammatica di una lingua in astratto pur prima di aver mai letto un testo.